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“Il cammino di Gesù è di umiliazione, ma è quello che ci fa grandi”

"Il Signore – conclude l’arcivescovo - sia la nostra speranza e il nostro rifugio e sia veramente la nostra via. Ogni sacerdote che vive la sua esperienza di vita cristiana vive esperienze di rifiuto. Anche il nostro fratello Giuseppe ha vissuto questa esperienza nella sua vita e nella sua esistenza. Lo affidiamo alla misericordia del Signore e chiediamo al Signore la pace per lui. Amen"

Lo ha affermato sabato 5 settembre l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo una messa in suffragio di don Giuseppe Scarpone nella chiesa di Santa Vittoria a Castilenti (Te)

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia della santa messa in suffragio di don Giuseppe Scarpone

Non avendo potuto presiedere il rito delle esequie di don Giuseppe Scarpone, indimenticato e storico parroco degli Angeli custodi a Pescara nonché presidente del Capitolo metropolitano tornato alla Casa del Padre lo scorso 15 giugno all’età di 89 anni, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti lo scorso sabato 5 settembre ha voluto presiedere una santa messa di suffragio nel paese natale del sacerdote – a Castilenti (nella zona teramana dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne) – presso la chiesa di Santa Vittoria.

La concelebrazione in suffragio di don Giuseppe Scarpone

Una celebrazione eucaristica concelebrata dal parroco di Castilenti don Riccardo Di Ciano, dal vicario foraneo di Castiglione Messer Raimondo don Michele Cocomazzi, dall’attuale parroco degli Angeli Custodi a Pescara don Massimiliano De Luca e dal diacono Tommaso Paolini.

Nell’omelia il presule ha riflettuto sul ministero sacerdotale, prendendo spunto dalle letture del giorno a partire dalla prima lettura (1Cor 4,6b-15 – Soffriamo la fame, la sete, la nudità): «“Insultati benediciamo – esordisce l’arcivescovo Valentinetti, citando un passo della lettura -, perseguitati sopportiamo, calunniati confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti sino ad oggi”. È l’immagine che Paolo dà di sé stesso, della sua vita, del suo ministero, dicendo che la sua vita è benedetta, sopportata, spazzatura del mondo. Insomma, fino adesso, una pagina di rifiuto del Signore. E poi nella pagina del Vangelo che abbiamo ascoltato (Lc 6,1-5 – “Perché fate in giorno di sabato quelle che non è lecito?”), Il Signore è il Figlio dell’uomo, è Signore anche del sabato, è superiore al sabato, è Colui che è superiore a ciò che – umanamente parlando – è lecito».

Don Giuseppe Scarpone

Da qui il senso dell’episodio biblico: «Ecco il cammino di Gesù – approfondisce l’arcivescovo di Pescara-Penne -. Un cammino di piccolezza, un cammino di umiliazione, ma questo è il cammino che ci fa grandi, che fa grande Gesù di fronte all’umanità, di fronte al mondo. Tutto questo prende forma da una situazione di povertà dentro la storia di Gesù e tutto questo fa una storia di Gesù nella vita sua, riguardo anche ai poveri e agli ultimi che lo hanno preceduto. Il Signore cammina avanti a noi, il Signore cammina ed è Colui che ci precede. Davanti a Lui vanno gli uomini e le nazioni. Il Signore è vicino a chiunque lo invoca. Il Signore chiama sé stesso ad invocarlo per essere pronto a chiamare la sua verità, com’è pronto a chiamare la sua verità ad essere vicino a chiunque lo invoca. “Io sono la via, la verità, la vita – dice il Signore -. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”».

Quindi l’invito finale di monsignor Tommaso Valentinetti, con un riferimento specifico all’esistenza di don Giuseppe Scarpone: «Il Signore – conclude l’arcivescovo – sia la nostra speranza e il nostro rifugio e sia veramente la nostra via. Ogni sacerdote che vive la sua esperienza di vita cristiana vive esperienze di rifiuto. Anche il nostro fratello Giuseppe ha vissuto questa esperienza nella sua vita e nella sua esistenza. Lo affidiamo alla misericordia del Signore e chiediamo al Signore la pace per lui. Amen».

Al termine della liturgia eucaristica, l’arcivescovo Valentinetti, i concelebranti e i tanti fedeli partecipanti, si sono spostati al cimitero di Castilenti per pregare sulla tomba di don Giuseppe Scarpone e rendergli omaggio.

L’omaggio dell’arcivescovo Valentinetti, dei concelebranti e dei fedeli al cimitero di Castilenti
About Davide De Amicis (4886 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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