"Tutto il Vangelo di Giovanni - rimarca monsignor Valentinetti - è indirizzato alla fede. Credere in Gesù, credere nel Figlio di Dio, credere in colui che è venuto a mostrarci il vero volto del Padre. Credere , avere il coraggio di credere anche contro ogni disperazione, disillusione, difficoltà della vita. Anzi, solo credendo si riesce ad attraversare tutto quello che, molte volte, la vita ci riserva. Attraversando non pensando che non ci faccia male, perché ci fa male, ma pensando che possiamo essere sostenuti da una forza indicibile che scaturisce da un’adesione piena, totale, interiore, coinvolgente, del cuore, della mente e del corpo di fronte al Signore che continua a mostrarsi a noi nel mistero"
"Il 4 maggio al lavoro sono tornati per il 73% uomini - sottolinea Agnese Ranghelli, coordinatrice Donne Acli -. Questo rientro al lavoro di uomini ha caricato di ulteriori compiti di cura le donne all’interno della famiglia e non vi è dubbio che molte famiglie, a volte anche composte da sole donne con i figli, si trovano costrette a scegliere se rientrare nel mercato del lavoro o far fronte alle esigenze di accudimento della prole e dei propri genitori o cari"
"Quando noi sentiamo nel nostro cuore: “Vorrei essere più buono, più buona… Sono pentito di questo che ho fatto… Se senti questa voglia di migliorare, è il Signore che bussa: non lasciarlo passare!"
"Anche qui a Pescara, da molti anni - ricorda Gilberto Grasso -, la Comunità è amica e compagna di tanti senza dimora di cui conosciamo la storia. Per questo vogliamo ricordare i nomi di tanti, fra loro, che non sono più qui tra noi. La morte di ciascuno di loro è una ferita per tutti noi. La nostra presenza qui vuole essere un segno di fedeltà all’amicizia per tutti coloro che, in questa città, vivono in una condizione difficile senza casa e, spesso, senza affetti"
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