"Ricordiamoci - sottolinea il Papa -, sempre Dio ci aspetta a braccia aperte, qualunque sia la situazione della vita in cui ci siamo perduti. Come dice un salmo, "Egli non prende sonno, sempre veglia su di noi""
Per gli anziani e i malati il decreto ha stabilito che queste persone «potranno conseguire l’indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti – ad esempio, le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli -, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita»
"Dobbiamo entrare nella logica che se apparteniamo a Cristo - esorta l'arcivescovo Valentinetti -, abbiamo fatto una scelta di campo, una scelta evangelica. Non serviremo noi i ricchi, se essi non saranno distaccati dai loro beni, non serviremo mai chi ha il potere, se lo usa solamente per i propri vantaggi personali e non per essere al servizio del bene comune. Noi, con Cristo, alla luce di questa Parola, vogliamo proclamare la liberazione dei prigionieri, soprattutto dei poveri"
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