"Ogni porto europeo sottolinea la Comunità Papa Giovanni XXIII - dovrebbe essere considerato porto sicuro! In sede di conversione del decreto sicurezza bis si ripensino queste norme inutili e dannose, mettendosi in ascolto delle tante voci della società civile che si stanno alzando, insieme, in questi giorni e rinunciando a normative che costituiscono ad una inutile prova di forza, dimostrando un sussulto di umanità che renderebbe orgogliosi gli italiani"
«La battaglia per la solidarietà europea non si fa sulla pelle delle persone in mare ma cambiando le regole sbagliate come il Regolamento di Dublino, che lasciano le maggiori responsabilità sui Paesi di Confine - si legge nell'appello sottoscritto dalle associazioni e organizzazioni che annuncia la mobilitazione - «Il Parlamento europeo ha già votato a larga maggioranza per superare l’ingiusto criterio del “primo Paese di accesso” e sostituirlo con un sistema di ricollocamento automatico che valorizza i legami significativi dei richiedenti e impone a tutti i Paesi di fare la propria parte, come già chiedono i Trattati europei».
"L’ecumenismo è ancora un fatto per pochi - constata monsignor Derio Olivero -, ma abbiamo intuito quanto sia essenziale per riscoprire la propria Chiesa ed è uno stimolo per dire cosa fa la Chiesa cattolica. L’ecumenismo è essenziale perché la nostra società attuale è multiculturale e sarebbe assurdo e controproducente non respirare l’ecumenismo"
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