"È stata bellissima – racconta Alessio Giansante, responsabile del dormitorio Caritas - la solidarietà spontanea da parte di alcuni senza dimora, ospitati dalla Cittadella dell’accoglienza, che si sono prodigati nel liberare i tombini intasati nella via di accesso alla mensa. Ciò ha permesso a diverse persone di poter consumare un pasto caldo in una situazione di emergenza"
"Abbiamo voluto riportare la festa popolare in estate - spiega don Francesco Santuccione, abate di San Cetteo -, proprio per consentire alla gente di ritrovarsi per celebrare San Cetteo, un uomo di pace che evangelizzò questa zone nel sesto secolo dopo Cristo e per questo subì il martirio venendo gettato nel fiume Pescara"
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