"Se non recuperiamo la metodologia dell’umanizzazione e della tenerezza - ammonisce monsignor Valentinetti -, il nostro messaggio resta muto. Può essere il messaggio più bello e significativo che possiamo inventarci, possiamo fare fantasmagorie di cartelloni, ma non servirà a niente se tutto questo non passa attraverso uno scambio di umanità di qualcuno che prende per mano la sorella, o il fratello, e gli dice “Vieni con me, ti farò vedere dove abita il Maestro”
"Se vogliamo veramente cercare l'unità delle Chiese, l'unità della Chiesa - osserva monsignor Tommaso Valentinetti -, dobbiamo prima di tutto cercare l'unità interiore. Ognuno di noi deve ricercare la propria unità interiore e domandarsi “qual è il talento che il Signore mi ha dato?”, “qual è il dono dello Spirito che il Signore mi ha dato” e “quale talento e quale dono dello Spirito posso condividere spalancando le porte a tutto e a tutti?”, in modo tale che si edifichi finalmente questa casa comune"
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