"Credo che, mai come in questo momento - osserva Padre Carlo Mattei, il parroco - mentre ci accingiamo ancora una volta a festeggiare Sant’Andrea Apostolo, non possiamo non rivolgere la nostra fraterna attenzione e la nostra umana solidarietà a tutte le persone coinvolte nelle tante guerre attualmente in atto, a tutte quelle che nei tanti luoghi segnati dalla violenza, dallo sfruttamento, dalla piaga dei cambiamenti climatici, dalle tante ingiustizie, sono costrette a subire, molto spesso nel silenzio e nel nascondimento, un costante attacco alla loro dignità, al loro onore, all'inviolabilità della loro vocazione umana"
"Noi stessi, noi cristiani - afferma Alan Di Liberatore -, dovremmo indicare la luce di Cristo nella nostra prassi. Tanto è stato fatto, tanto abbiamo ancora da fare. Troppe sono le ferite della diffidenza tra le tradizioni, troppa la presunzione di avere - da parte di tutti - un pezzo della verità. Ma Cristo, per fortuna, non ci ha lasciato un'idea filosofica, un manuale. La cura, fare il bene, non ci è stata data come una regola, ma con una persona. Questa è la vostra specificità, questa è la specificità di tutta la Chiesa universale che riconosce la Signoria di Cristo"
Gent.mo dott. Spiriticchio, ringraziandoLa per l’interessante intervista mi permetto di domandarLe: dov’è la catena dei cugini de Caesaris? Si tratta di un errore o effettivamente è conservata nel deposito dell’Archivio di Stato? Le sarei molto grato se potesse inviarmi una foto della catena alla mia e-mail andreademilio2003@yahoo.it La ringrazio, buon lavoro e cordiali saluti. Dott. Andrea D’Emilio, Pescara.
Gent.mo dott. Spiriticchio, ringraziandoLa per l’interessante intervista mi permetto di domandarLe: dov’è la catena dei cugini de Caesaris? Si tratta di un errore o effettivamente è conservata nel deposito dell’Archivio di Stato? Le sarei molto grato se potesse inviarmi una foto della catena alla mia e-mail andreademilio2003@yahoo.it La ringrazio, buon lavoro e cordiali saluti. Dott. Andrea D’Emilio, Pescara.