"Con la biblio-experience - spiega l'arcivescovo Valentinetti -, alla sera, potremo invece abbandonarci a delle vere e proprie esperienze, che ci toccheranno nel profondo e ci commuoveranno, nel senso che muoveranno il nostro cuore in una comunione che nasce dallo Spirito Santo e si incarna nei nostri vissuti personali"
il confine più arduo – precisa monsignor Carlo Maria Redaelli, presidente di Caritas italiana - è tra operatori e volontari Caritas e gli ultimi. Un confine che c’è perché siamo in due situazioni diverse, chi aiuta e chi ha bisogno di aiuto. Ma è un confine che va superato. Sarebbe utile meditare su alcune pagine del Vangelo capovolgendo i ruoli, ossia pensandoci noi come gli affamati, gli assetati, gli stranieri che abbiamo bisogno di aiuto. Mettersi dall’altra parte del confine della povertà e del bisogno, può essere una buona idea per farlo diventare luogo di contatto"
"Parlare di Missione, con la M maiuscola, senza che vi siano missionari in carne e ossa, disposti a vivere fraternamente, non è possibile – ricorda il porporato -. Inoltre, se come Chiesa vogliamo davvero rendere intelligibile la fraternità nel mondo, dobbiamo vincere all’interno delle nostre comunità la tentazione all’individualismo"
"Accanto alla necessità morale di ricostruire ciò che è distrutto - sottolinea Bassetti -, c’è un’urgenza spirituale di ricucire ciò che è sfilacciato e un dovere sociale di pacificare ciò che è nella discordia
Scrivi un commento