"La nostra preghiera - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti - dev’essere di consolazione al nostro cuore se, in questi giorni, la memoria di chi ci ha lasciato è una memoria più viva e più forte. Dev’essere di consolazione, perché i morti che riposano in questa cappella possono finalmente riposare maggiormente in pace, avendo una struttura che li accoglie degnamente. Ma la nostra preghiera è per tutti coloro che riposano in questo cimitero, nell’altro cimitero di Pescara e in tutti i cimiteri della nostra diocesi, perché realmente da questi luoghi noi possiamo far salire al Signore non un grido di disperazione, ma un grido d’amore e di speranza perché da questo luogo, che tante volte è occasione di pianto, possiamo uscire con le nostre lacrime finalmente asciugate"
"Sogniamo che questo amore del Signore è un amore possibile - rilancia l'arcivescovo Valentinetti -. Non dobbiamo smettere di sognare un avvenire più bello, non dobbiamo smettere di sognare bellezze straordinarie. I Magi hanno sognato, hanno sognato prima e hanno sognato dopo. Giuseppe ha vissuto la sua vita sognando. Anche per la nostra Chiesa è necessario sognare. Sognare che questo amore del Signore può risplendere dentro il cuore di questa storia"
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