"Questo progetto – sottolinea Corrado De Dominicis, vice direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne – è importante perché ci dà l’opportunità di rafforzare la nostra presenza nelle periferie di Pescara che, negli anni, abbiamo costituito attraverso la presenza dei nostri centri d’ascolto parrocchiali in ascolto dei poveri"
"La sinodalità – puntualizza don Giacomo Costa, consultore della Segreteria generale del Sinodo - non è un espediente organizzativo per la ripartizione di ruoli e poteri. Vocazioni, carismi e ministeri – incluso il ministero ordinato – vanno compresi a partire dalla logica della missione, non delle dinamiche organizzative interne alla comunità ecclesiale. È una sinodalità missionaria. In questa luce si pone anche la questione dei ministeri laicali e soprattutto del posto delle donne all’interno della Chiesa, anche rispetto alla partecipazione ai processi decisionali e all’accesso alle strutture di governo. Per costruire possibilità concrete di vivere comunione, partecipazione e missione la Chiesa ha bisogno di strutture, in particolare di governo prevedendo anche le opportune innovazioni del diritto canonico. Ma le strutture da sole non bastano. C’è bisogno di un lavoro di formazione continua che sostenga una cultura sinodale diffusa e di una spiritualità"
"Fra tutti coloro che chiedono aiuto per il cibo - sottolinea la Coldiretti – più di 1 su 5 (23%) è un migrante che nel nostro Paese non riesce a procurarsi da solo il “pane quotidiano”, ma ci sono anche oltre 90 mila senza dimora che vivono per strada, in rifugi di emergenza, in tende o anche in macchina e quasi 34mila disabili"
"La Quaresima - ricorda monsignor Tommaso Valentinetti - è un cammino serio e profondo, nel quale non occorre moltiplicare le azioni della nostra vita cristiana, ma quanto radicarle nel profondo del nostro cuore perché diventino azioni di tutto l’anno e di tutta la vita alla sequela di Gesù, il nostro unico Maestro, il nostro unico Signore"
È importante - sottolinea Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Azione Cattolica - che all’associazione sia stata intitolata una piazza e non un cortile o le aule di una parrocchia, perché l’Ac vuole essere Chiesa anche nelle strade e nei quartieri, là dove la gente vive, divenendo un’associazione popolare e significativa non solo per la vita della Chiesa, ma anche per quella della comunità civile"
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