"Si tratta di cambiamenti - spiega il Papa - che esigono da parte nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate. La nostra casa comune è stata parte di questo gruppo di esclusi che grida al cielo e che oggi bussa con forza alle nostre case, città, società"
"Ogni sofferenza – sottolinea il cardinale Zuppi -, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura. Assicuriamo la nostra preghiera per le autorità, i sanitari, i volontari, le comunità cristiane e tutti coloro che, anche in mezzo alle macerie, custodiscono la vita"
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