"Tutti i fedeli - spiega il Papa nel decreto - avranno così la possibilità di impegnarsi, con preghiere e buone opere, per ottenere con l’aiuto di San Giuseppe, capo della celeste Famiglia di Nazareth, conforto e sollievo dalle gravi tribolazioni umane e sociali che oggi attanagliano il mondo contemporaneo"
"Non possiamo pretendere per noi il perdono di Dio – avverte il Papa -, se non concediamo a nostra volta il perdono al nostro prossimo. È una condizione. Pensa alla fine, al perdono di Dio, e smettila di odiare; caccia via il rancore, quella mosca fastidiosa che torna e torna. Se non ci sforziamo di perdonare e di amare, nemmeno noi verremo perdonati e amati"
"Che cattivo esempio sparlare dell’altro: questo è un cattivo esempio, a causa del quale qualcuno potrebbe dire se questo è cristiano, mi faccio ateo. La nostra testimonianza, invece, fa capire cosa vuol dire essere cristiani"
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