Fisichella ha ricordato che i peccati riservati sono cinque: "Il primo è la profanazione della Santa Eucarestia, il secondo è l’assoluzione del complice, il terzo l’ordinazione episcopale di un vescovo senza il mandato del Papa, il quarto la violazione del sigillo sacramentale (che consiste nel far trapelare quanto ascoltato in confessione), il quinto infine la violenza fisica contro il Romano Pontefice"
"Noi vogliamo rimettere la nostra fede - rimarca l'arcivescovo Valentinetti -. Ma soprattutto non una fede disincarnata, non una fede fatta solo di pratiche di pietà, ma una fede che è capace di rinnegare l'empietà, i desideri mondani, di vivere con sobrietà, con giustizia, con pieta, nell'attesa che quel Bambino un giorno, non più bambino, non più piccolo, non più escluso, tornerà nella gloria nella manifestazione del nostro grande Dio e Salvatore, Gesù Cristo"
«Il protagonismo delle donne per il futuro della Chiesa» è il titolo del dibattito tenutosi questa mattina, 8 marzo, presso la Pontificia Università della Santa Croce in Roma. Una occasione per riflettere sulla responsabilità laicale che nasce dal Battesimo. Sono intervenute: Barbara Jatta, Direttrice dei Musei Vaticani; Natas Govekar, Direttore della Direzione Teologico-Pastorale, Dicastero per la Comunicazione; Pilar Río, professoressa stabile della Facoltà di Teologia dell’Università della Santa Croce.
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