"Che questo giorno della Divina misericordia – auspica l'arcivescovo Valentinetti – si stampi sempre di più nel nostro cuore. Troveremo il perdono dei peccati, troveremo l’abbondanza dello Spirito, troveremo la gioia di sentirci finalmente salvati e redenti. Non più soli, ma realmente convinti che come popolo santo di Dio, siamo pronti a rendere la nostra testimonianza e soprattutto a ridire a tutti che Cristo risorto è il nostro Signore, è il nostro Dio"
"Guardando alcuni volti e ascoltando gli interventi – osserva don Rossano Sala, segretario speciale del Sinodo -, posso dire che il Sinodo ha risvegliato gli affetti della Chiesa, a volte ho visto le lacrime negli occhi del Papa. Qualcuno diceva che durante i tre minuti di silenzio i vescovi si sarebbero addormentati. Ho visto invece che casomai dormivano durante i 4 o 5 minuti degli interventi, ma erano svegli nei tre minuti di silenzio. Abbiamo bisogno di tornare a fare silenzio, per svegliarci alle cose vere della vita"
"Non arrendiamoci davanti al dilagare del male -afferma il Papa, incoraggiando gli iracheni -: le antiche sorgenti di sapienza delle vostre terre ci orientano altrove, a fare come Abramo che, pur lasciando tutto, non smarrì mai la speranza; e fidandosi di Dio diede vita a una discendenza numerosa come le stelle del cielo. Cari fratelli e sorelle, guardiamo le stelle. Lì è la nostra promessa"
Una volta giunti a destinazione, il punto di riferimento dei giovani italiani sarà “Casa Italia”: "Un luogo – spiega la Cei - dove trovare informazioni e materiali, risolvere problemi, oltre che per incontrarsi, stare insieme e condividere esperienze, anche con chi è rimasto a casa o sui social"
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