"Invitiamo le comunità ecclesiali - esortano i vescovi italiani - ad unirsi in preghiera per invocare il dono della pace nel mondo. Sarà un’occasione per rinnovare la nostra vicinanza alla popolazione e per affidare al Signore il nostro desiderio di pace. Chiedere la conversione del cuore, affinché si costruisca una rinnovata cultura di pace, sarà il modo in cui porteremo nel mondo quei germogli della Pasqua a cui ci prepariamo"
«Credo che ci sia ancora tanta strada da fare per comprendere che speranza e pace si costruiscono ogni giorno, a partire da noi stessi. Papa Francesco ci invita a essere “Pellegrini di speranza”, e questo significa tornare a credere nella forza dei piccoli gesti: l’ascolto, la condivisione, la cura dell’altro. Quando scegliamo di “farci prossimi” agli altri, diventiamo portatori di speranza. Ogni gesto di vicinanza, ogni abbraccio e ogni parola di conforto diventano segni di quella speranza che non conosce confini.»
Oggi - afferma Papa Francesco - mi unisco alla Chiesa di Saint Paul, alla comunità di Minneapolis e degli Stati Uniti tutti, nel pregare per il riposo dell’anima di George Floyd e di tutti gli altri che hanno perso la vita a causa del peccato di razzismo. Preghiamo per il conforto delle famiglie e degli amici affranti, e preghiamo per la riconciliazione nazionale e la pace a cui aneliamo"
"Chiediamoci, ci aiuterà - invita il Papa: in quello che diciamo e facciamo, desideriamo essere apprezzati e gratificati oppure rendere un servizio a Dio e al prossimo, specialmente ai più deboli? Vigiliamo sulle falsità del cuore, sull’ipocrisia, che è una pericolosa malattia dell’anima!"
"Non si tratta solo di un aiuto economico – sottolinea monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Conferenza episcopale italiana -, ma di un intervento a 360° che crea reti di solidarietà e restituisce fiducia, promuovendo dignità e autonomia. Così si contrasta anche la solitudine che la povertà dilata"
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